Alla scoperta del borgo monferrino di Pecetto di Valenza

Ci sono luoghi che, rimanendo lontani dai grandi flussi turistici, conservano intatta la loro anima autentica e il fascino delle cose semplici: il borgo di cui parlo oggi è uno di questi.

Sulle dolci colline a ridosso del Po, in provincia di Alessandria, sorge un piccolo comune, la cui storia è sorprendentemente antica, arrivando fino all’epoca romana.

Sto parlando di Pecetto di Valenza, l’antica Pecetum Valentinum, ricollegabile al termine latino picetum/pecetum, il cui significato è, in realtà, controverso e dibattuto da tempo: per alcuni sarebbe da rapportare a pinetum (per un errore di trascrizione) e, quindi, alla presenza di pini nella zona, ma non si ha alcuna certezza che questo fosse il significato desiderato.

In ogni caso, all’epoca romana appartengono molti resti, tra cui quelli di una villa nei pressi di Valenza, riconducibile al tardo periodo repubblicano e al primo Impero, intorno alla quale, probabilmente, era andato a costituirsi l’abitato, visto che si trattava non solo di un centro agricolo, bensì anche economico.

Ma questo non è l’unico ritrovamento! Non mancano, infatti, strade, sepolture, dipinti, monete… Resti che, però, non sono sufficienti a delineare un quadro preciso riguardo la nascita e la crescita di questo insediamento romano, se non che Pecetto doveva trovarsi in una posizione strategica rispetto ad Asti e, per questo, rivestire un ruolo di una certa importanza.

Con la caduta dell’Impero Romano e le invasioni barbariche, il territorio subì – come il resto della Pianura Padana – un progressivo spopolamento e una riorganizzazione sociale ed economica.

Le vicende che riguardano questo centro dal Medioevo in poi sono strettamente legate ai complessi accadimenti politici del Piemonte sud-orientale, seguendo per lo più le sorti della vicinissima Valenza e vedendo le violente lotte tra Guelfi e Ghibellini.

Oggi nel centro di Pecetto si trova la Chiesa di Santa Maria e San Remigio, costruita sulle fondamenta di altre chiese. L’edificazione dell’attuale parrocchia iniziò nel 1738, sulla base del progetto dell’architetto pavese Gaetano Aquila.

Un tempo, tuttavia, Pecetto era dominato dal castello feudale, un fortilizio citato già nel 1223, quando l’imperatore Federico II donò il paese di Pecetum al comune di Alessandria. La zona in cui sorgeva tale fortificazione è quella che oggi viene chiamata da tutti Rocca e dove rimangono i resti (per lo più le fondamenta) di un mastio a sezione quadrata.

Attualmente, però, sulla Rocca non vi è soltanto ciò che rimane della torre, bensì anche un Parco Astronomico, che, sulla lunghezza di 200 metri, riproduce in scala una distanza reale di circa 6 miliardi di chilometri e tutti i suoi pianeti.

Da qui, inoltre, si gode di una magnifica vista sulle colline del Monferrato e di una piacevole brezza in estate.

Pecetto di Valenza è uno di quei luoghi che meritano di essere scoperti e valorizzati. La sua storia, che attraversa oltre 2000 anni, è ancora leggibile nei paesaggi, nei nomi e nelle architetture. Un borgo che dimostra come anche i centri più piccoli possano custodire un patrimonio prezioso di memoria, cultura e bellezza.

Un viaggio tutto da vivere con i consigli e le dritte dei “locals” che vivono in questo magnifico territorio.

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