Il Piemonte è una terra di grandi tradizioni vitivinicole, ma ci sono storie capaci di emergere per la loro straordinaria autenticità. Ci sono cantine che affondano le proprie radici in generazioni di vignaioli e altre che nascono dal coraggio di cambiare vita. Alemat appartiene a questa seconda categoria: una cantina biologica giovane che ha saputo conquistarsi un’identità precisa, costruita sulla qualità, sul legame viscerale con il Monferrato e sulla volontà di produrre vini dalla forte personalità.
Ci troviamo a Ponzano Monferrato, tra le dolci colline del Monferrato casalese, un territorio riconosciuto Patrimonio Mondiale UNESCO. In questo paesaggio unico, dove vigneti, piccoli borghi e boschi si alternano creando uno degli scenari vitivinicoli più affascinanti del Piemonte, Savio Dominici ed Elisabetta Ambrosione hanno dato vita ad Alemat. Un progetto nato nel 2012 da una scelta tanto coraggiosa quanto appassionata, oggi condivisa anche con i figli Alessandro e Matteo.

Il nome della cantina racchiude già la sua filosofia: Alemat deriva dall’unione dei nomi dei figli Alessandro e Matteo, ma richiama anche l’espressione dialettale piemontese “A l’è mat” (“è matto”). Un pizzico di ironia per raccontare la decisione di lasciare una carriera consolidata per dedicarsi completamente alla viticoltura. Oggi l’azienda si estende su 5 ettari di vigneto e produce circa 15.000 bottiglie all’anno. Dal 2018 la produzione è interamente in regime biologico, seguendo un’agricoltura priva di pesticidi e orientata al massimo rispetto dell’ambiente.
Visitare la Cantina Alemat: Tra Infernot e Racconti di Famiglia
Se state cercando un’esperienza autentica di degustazione vini in Piemonte, la visita ad Alemat vi colpirà per il suo calore umano. Il tour viene guidato da Elisabetta, che accompagna gli ospiti in cantina raccontando non solo gli aspetti produttivi, ma soprattutto il percorso emotivo che ha portato alla nascita dell’azienda. La sensazione è quella di entrare in una realtà familiare, dove ogni dettaglio ha un significato preciso e ogni etichetta racconta un frammento di storia.
La degustazione, condotta da Savio, diventa così il naturale proseguimento della visita: un racconto fatto di esperienze personali, incontri e ricordi che trovano la loro massima espressione nei calici.

L’Infernot: Memoria di Pietra del Monferrato Casalese
Tra i momenti più affascinanti della visita c’è la discesa nell’infernot, il piccolo ambiente sotterraneo scavato a mano oltre due secoli fa nella tipica pietra da cantoni, elemento distintivo della cultura del Monferrato. Accompagnati da Elisabetta, si scopre un luogo magico che per generazioni ha custodito le bottiglie più preziose.
Più che una semplice cantina, l’infernot rappresenta una testimonianza della civiltà contadina: un ambiente naturalmente fresco e con umidità costante, ideale per l’affinamento del vino, ma anche simbolo della pazienza delle famiglie monferrine. La visita assume così un valore culturale profondo, connettendo il lavoro di Alemat a una delle tradizioni più rappresentative del Piemonte.

I Vitigni del Monferrato: Tradizione e Innovazione Stilistica
Il Monferrato rappresenta una delle grandi culle del vino piemontese. I terreni ricchi di marne e argille, uniti alle importanti escursioni termiche, favoriscono la coltivazione di vitigni storici come il Grignolino e la Barbera, capaci di esprimere eleganza, freschezza e una spiccata identità territoriale. Accanto alle varietà tradizionali, Alemat propone anche interpretazioni originali, dimostrando come il rispetto della tradizione possa convivere con una continua ricerca stilistica.
La Degustazione Vini di Alemat: Le Etichette da Non Perdere
I vini arrivano al tavolo insieme a un ricco tagliere di salumi e formaggi del territorio, che accompagna i calici e ne valorizza le diverse sfumature. Ecco le principali etichette della cantina:


1. “Savium” Piemonte Riesling DOC 2024
- Vitigno: Riesling Renano proveniente dalle vigne Bellaria nel comune di Castelletto Merli, su terreni calcarei, argillosi e limosi.
- Affinamento: 6 mesi in acciaio e circa 2 mesi in bottiglia.
- Note sensoriali: Un bianco elegante e fragrante, caratterizzato da profumi agrumati, pesca bianca, fiori bianchi e delicate note minerali. Il sorso è fresco e di grande bevibilità.
- Abbinamenti: Antipasti, pesce di lago e di mare, formaggi freschi e piatti vegetariani.
- Curiosità: Savium in latino significa “bacio appassionato”. Un nome scelto per raccontare la passione di Savio per il Riesling Renano, un vitigno che ha sempre amato e che rappresenta una delle interpretazioni più personali della cantina
2. “Emilio” Grignolino d’Asti DOC 2024
- Vitigno: Grignolino al 100%.
- Affinamento: 4-5 mesi in acciaio e un breve riposo in bottiglia.
- Note sensoriali: Vino rosso fresco e immediato, con profumi floreali e fruttati sostenuti da una piacevole sapidità, sentori di pepe nero e un tannino caratteristico ma piacevole.
- Abbinamenti: Salumi, antipasti piemontesi, primi piatti delicati e preparazioni a base di pesce.
- Curiosità: porta il nome del nonno materno di Savio, Emilio, ma ricorda anche il proprietario che vendette alla famiglia il primo vigneto di Penango, dando così inizio all’avventura di Alemat
3. “Barbacrò” Vino Rosso 2022
- Vitigni: Barbera 70%, Croatina 30%.
- Affinamento: 6-7 mesi in acciaio, seguiti da circa 3 mesi in bottiglia.
- Note sensoriali: Rosso vivace e succoso, con sentori di ciliegia, frutti di bosco e leggere sfumature speziate. Il sorso è dinamico e particolarmente gastronomico.
- Abbinamenti: Salumi, agnolotti del plin, carni alla griglia e formaggi di media stagionatura.
- Curiosità: Il nome deriva da un termine del dialetto normanno che indica i caratteristici baffi a manubrio, raffigurati nell’originale personaggio presente in etichetta (un pezzo da collezione che cambia dettagli e colori in ogni bottiglia).
4. “Augusta” Barbera Superiore DOCG 2019
- Vitigno: Barbera.
- Affinamento: Almeno 18 mesi in botti di rovere.
- Note sensoriali: Vino elegante e complesso, con profumi di amarena, ciliegia matura, spezie dolci e leggere note balsamiche. Al palato esprime ottima struttura, equilibrio e lunga persistenza.
- Abbinamenti: Arrosti, brasati, bollito misto piemontese e formaggi stagionati.
- Curiosità: Il nome rende omaggio ad Augusto, padre di Savio, ma richiama anche Augusta Taurinorum, l’antico nome latino di Torino, città in cui i fondatori sono cresciuti.
5. “Monferace” Grignolino del Monferrato Casalese DOC 2019
- Vitigno: Grignolino.
- Produzione: Realizzato seguendo il rigido disciplinare dell’Associazione Monferace, che prevede almeno 24 mesi di affinamento in botte e 16 mesi in bottiglia.
- Note sensoriali: un grignolino di grande personalità, capace di coniugare eleganza, tannino raffinato e una sorprendente capacità evolutiva. All’olfatto si apre con note floreali di viola e rosa, cui seguono sentori speziati di pepe bianco e chiodi di garofano. Emergono poi mora, prugna e ciliegia sotto spirito, accompagnate da una delicata nota di vaniglia. I tannini sono fini ed eleganti e accompagnano un finale lungo e persistente.
- Abbinamenti: Cucina tipica piemontese, carni bianche, piatti a base di funghi e formaggi invecchiati.
- Curiosità: Monferace è l’antico nome del Monferrato e identifica il progetto che punta a valorizzare il Grignolino storico come grande vino da invecchiamento.


Un’Esperienza Autentica nel Cuore del Piemonte
La degustazione da Alemat si conclude con la consapevolezza che ogni bottiglia nasce prima di tutto da una storia umana e familiare. I nomi delle etichette richiamano persone care, luoghi, ricordi e passioni che hanno accompagnato il percorso di Savio ed Elisabetta, trasformando il vino in un perfetto strumento di racconto del territorio.



Più che una semplice visita in cantina, quella da Alemat è l’incontro con una famiglia che ha scelto di affidare alle proprie vigne il modo più autentico per raccontare la magia del Monferrato.
www.alemat.it
via Giardini, 19. Ponzano Monferrato (AL)
+39 335268464
info@alemat.it




