La Raia: vini del Gavi tra natura, arte e visione biodinamica

Ci sono luoghi in cui il vino non è soltanto il risultato di un raccolto, ma l’espressione di un progetto più ampio che coinvolge paesaggio, cultura e visione.

È questo il caso della Tenuta La Raia, a Novi Ligure, nel cuore del territorio del Gavi, dove le colline dell’Alto Monferrato si aprono verso l’Appennino ligure e i vigneti di cortese sono accarezzati dalle correnti d’aria che arrivano dal mare.

La Raia è una grande tenuta agricola immersa nella natura, dove vigne, campi, boschi e pascoli convivono in equilibrio secondo i principi dell’agricoltura biodinamica.

All’interno della proprietà trovano spazio anche un elegante relais di campagna e la Locanda La Raia, ristorante premiato con la stella Michelin verde per la sostenibilità, espressione gastronomica del territorio e dell’orto della tenuta.

Il vino resta però il cuore del progetto: qui il cortese, vitigno simbolo del Gavi, trova una delle sue interpretazioni più eleganti e territoriali.

La visione della famiglia Rossi Cairo: sostenibilità e biodiversità

La storia contemporanea della tenuta prende forma nei primi anni Duemila, quando l’imprenditore Giorgio Rossi Cairo e la sua famiglia acquistano la proprietà con l’idea di restituire valore agricolo e paesaggistico a queste colline.

Ingegnere aerospaziale di formazione e fondatore della società internazionale di consulenza strategica Value Partners, Rossi Cairo ha alle spalle una lunga esperienza nel mondo dell’impresa.

L’incontro con la Raia segna però l’inizio di un progetto diverso, legato alla terra e alla sostenibilità.

Dal 2002 la tenuta viene progressivamente trasformata in un’azienda agricola biodinamica, con l’obiettivo di ricostruire un ecosistema equilibrato in cui vigneti, coltivazioni, boschi e pascoli possano convivere armonicamente.

Oggi la proprietà si estende per circa 180 ettari, di cui una parte dedicata alla viticoltura e il resto a seminativi, prati e aree boschive che favoriscono la biodiversità.

Il progetto è diventato negli anni sempre più familiare: accanto a Giorgio lavorano anche i figli Caterina e Piero, coinvolti nello sviluppo della tenuta e delle attività culturali e di ospitalità.

Proprio da questa visione nasce anche la Fondazione La Raia – arte cultura territorio, che invita artisti contemporanei a confrontarsi con il paesaggio agricolo e con il rapporto tra uomo e natura.

Il Gavi e il vitigno cortese: identità di un territorio unico

Il territorio del Gavi rappresenta una delle espressioni più eleganti del vitigno cortese, varietà autoctona che qui trova condizioni ideali grazie ai suoli calcareo-argillosi e al clima ventilato che risente dell’influenza del vicino mare ligure.

Le escursioni termiche tra giorno e notte favoriscono una maturazione lenta delle uve, permettendo di sviluppare profumi delicati e una spiccata freschezza.

Ne nascono vini luminosi, minerali e longevi, capaci di raccontare il territorio con precisione e sobrietà.

Alla Raia il cortese viene coltivato seguendo i principi della biodinamica, con fermentazioni spontanee e interventi minimi in cantina, per preservare l’identità del vitigno e del paesaggio.

Arte contemporanea tra i vigneti e la cantina de La Raia

Uno degli aspetti più sorprendenti della Raia è il dialogo tra agricoltura e arte contemporanea.

All’interno della tenuta alcune opere sono state realizzate appositamente per interagire con il paesaggio, diventando parte integrante dell’esperienza di visita.

  • “Bales” di Michael Beutler, una grande struttura composta da balle di carta intrecciata che richiama visivamente le rotoballe di fieno della campagna, creando un curioso legame tra gesto artistico e mondo agricolo.
  • “Il Corsaro Nero e la vendetta del Gavi” di Francesco Jodice, un’opera che gioca con l’immaginario del territorio e con la storia del vino locale. Il dipinto è esposto nella sala degustazione.
  • Le opere di Remo Salvadori, tra cui “Continuo infinito presente” e “Nel momento”, lavori contemplativi che riflettono sul tempo e sulla percezione, temi che trovano un curioso parallelismo con il ritmo lento della natura e della viticoltura.

L’arte, alla Raia, non è un elemento decorativo ma un modo per raccontare il paesaggio attraverso linguaggi diversi.

Enogastronomia in Alto Monferrato: light lunch alla Locanda La Raia

Durante la visita c’è la possibilità di assaggiare alcune preparazioni leggere in abbinamento ai vini della tenuta, una piccola anticipazione della filosofia gastronomica della Locanda.

Il percorso si apre con una selezione di salumi e formaggi locali, tra cui il celebre Montebore, storico formaggio piemontese dalla caratteristica forma a torta.

Seguono, insalata di farro con verdure saltate e lasagnetta alle verdure dell’orto della Raia, piatti semplici ma curati che valorizzano la stagionalità degli ingredienti.

In chiusura i canestrelli liguri, accompagnati dal passito di cortese, che regalano un finale dolce e fragrante alla degustazione.

Degustazione vini a La Raia: note e abbinamenti

“Pleo” Gavi DOCG

  • Note sensoriali: giallo paglierino con riflessi verdolini. Il naso è fine e delicato, con note di fiori bianchi, mela fresca e agrumi. Al palato è fresco, equilibrato e molto scorrevole, con una piacevole chiusura leggermente mandorlata.
  • Abbinamenti consigliati: antipasti leggeri, pesci di mare e di acqua dolce, verdure e formaggi freschi.
  • Vitigno: cortese. Nel territorio del Gavi esprime una personalità elegante e minerale, favorita dai suoli calcareo-argillosi e dal microclima ventilato che caratterizza queste colline.
  • Produzione: le uve sono raccolte manualmente a metà settembre, selezionate e pressate in modo soffice. Dopo una decantazione naturale il mosto fermenta in acciaio a temperatura controllata per circa 15-20 giorni. Il vino rimane poi sui lieviti per alcuni mesi prima dell’imbottigliamento primaverile, mantenendo così freschezza e nitidezza aromatica
  • Curiosità: Il nome Pleo racchiude anche un riferimento familiare: nasce infatti dall’unione dei nomi Piero e Leonardo, due generazioni della famiglia Rossi Cairo.

“Pisé” Gavi DOCG 2021

  • Note sensoriali: profumi più complessi rispetto al Pleo, con sentori di pera matura, agrumi, fiori di campo e una delicata impronta minerale. Il sorso è più ampio e strutturato, sostenuto da grande freschezza e persistenza.
  • Abbinamenti consigliati: crostacei, pesci importanti, primi piatti della cucina mediterranea e piatti a base di erbe aromatiche.
  • Vitigno: cortese. In questa interpretazione dimostra anche una notevole capacità di evoluzione nel tempo.
  • Produzione: dopo la fermentazione il vino resta a lungo sui lieviti e matura lentamente; nelle annate più recenti prevede anche un delicato passaggio in botte di rovere che arricchisce la struttura senza alterare l’identità varietale del vitigno.

“La Madonnina” Gavi Riserva DOCG 2022

  • Note sensoriali: profumi più maturi e stratificati, con richiami a frutta gialla, miele e frutta candita. In bocca è complesso, profondo e molto elegante, con lunga persistenza.
  • Abbinamenti consigliati: piatti di pesce più strutturati, carni bianche e preparazioni elaborate della cucina mediterranea.
  • Vitigno: cortese. Nella versione Riserva mostra una sorprendente capacità di evoluzione e complessità aromatica.
  • Produzione: le uve della Vigna Madonnina sono state raccolte manualmente al raggiungimento di una leggera surmaturazione e hanno fermentato con lieviti autoctoni. Il vino è rimasto poi un anno sui lieviti e ha affinato per circa un anno in bottiglia, acquisendo maggiore struttura e complessità.
  • Curiosità: l’annata 2022 è stata siccitosa, ma ad agosto una pioggia ha permesso alle piante di raggiungere la maturazione, consentendo una buona concentrazione.

Ha ricevuto il premio “Tre bicchieri Gambero Rosso”.

“Bruente” Piemonte DOC Barbera

  • Note sensoriali: colore rubino intenso con riflessi violacei; profumi di ciliegia, piccoli frutti rossi e una delicata nota floreale. In bocca è armonico e dinamico, con la tipica freschezza della barbera.
  • Abbinamenti consigliati: salumi, primi piatti con sughi di carne, arrosti e formaggi di media stagionatura.
  • Vitigno: barbera. In queste colline dell’Alto Monferrato, vicino all’Appennino ligure, esprime una versione particolarmente fresca e minerale rispetto alle interpretazioni più robuste di altre zone piemontesi.
  • Produzione: le uve vengono vendemmiate tra fine settembre e inizio ottobre. Dopo la diraspatura fermentano a contatto con le bucce per circa quindici giorni, con rimontaggi per estrarre colore e aromi. Segue la fermentazione malolattica e un affinamento in acciaio che preserva la fragranza del frutto.

“Largé” Piemonte DOC Barbera

  • Note sensoriali: più intenso e strutturato rispetto al Bruente, con note di frutta rossa matura, spezie dolci e nota di cacao, una trama più ampia al palato.
  • Abbinamenti consigliati: carni rosse, arrosti, selvaggina leggera e formaggi stagionati, da provare anche con un dolce al cioccolato fondente.
  • Vitigno: barbera. Qui assume una dimensione più complessa e longeva, pur mantenendo la vivace acidità tipica del vitigno.
  • Produzione: nasce da una selezione delle migliori uve provenienti dal vigneto Nera. Dopo la vinificazione in rosso, il vino affina in barrique per 18 mesi nelle annate migliori, sviluppando profondità e capacità di invecchiamento.
  • Curiosità: Largè nel dialetto locale significa “generoso”, così come è generosa, ricca, vibrante e profonda questa barbera.

Piemonte DOC bianco passito

  • Note sensoriali: colore dorato intenso; profumi di albicocca disidratata, miele di acacia e frutta candita. Al palato è dolce ma equilibrato da una vibrante freschezza.
  • Abbinamenti consigliati: pasticceria secca, formaggi erborinati o stagionati, dessert tradizionali come i canestrelli liguri.
  • Vitigno: cortese. Una versione insolita per questo vitigno, solitamente associato ai bianchi secchi del Gavi.
  • Produzione: le uve, raccolte manualmente, vengono adagiate su graticci in locali ventilati per circa un mese, secondo una tecnica tradizionale di appassimento. Dopo la pigiatura il mosto fermenta in acciaio e il vino affina successivamente in botti di rovere e poi in bottiglia, per un processo complessivo che dura quasi un anno.

La visita alla Raia lascia la sensazione di un luogo costruito con coerenza, dove ogni scelta — dalla vigna alla tavola — segue una stessa idea di armonia e misura.

Un’esperienza che restituisce al Gavi una dimensione contemporanea, senza perdere il legame con la sua storia agricola.

Tenuta La Ria
Strada Monterotondo 79, Novi Ligure (AL)

Un viaggio tutto da vivere con i consigli e le dritte dei “locals” che vivono in questo magnifico territorio.

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