Un mattino a Cassine

Se per caso guardate all’insù mentre vi state ravanando le cavità nasali lungo la provinciale 30 tra Alessandria e Acqui, potreste scorgere la parte alta e più antica di Cassine, un eccitante paesino di quasi tremila anime appollaiate lungo le rive del Bormida di cui, di quelle tremila, ben una ha reso famoso il proprio paesino in tutto il mondo: ei fu Luigi Tenco, proprio quello della hit estiva “No Tenco Dinero Porquez Non Avevo Nientes Da Fares” vincitrice postuma del Cantagiro di Ibiza del 1966.

Ben prima del nostro eroe canoro però, la gioviale Cassine ha ospitato numerosi vip del mondo del varietà, dal condottiero Facino Cane (nato però a Casale Monferrato) che, dopo aver sposato Beatrice Cane nel 1412, si ammalò di gotta per avere detto gatto senza averlo nel sacco; alle sacre reliquie di Sant’Urbano Martire, certamente più noto alle forze dell’ordine come Papa Urbano I.

Nella bella piazzetta panoramica dove si trova la grandiosa chiesa di San Francesco galleggiano dal ‘700 alcuni pezzi del nostro Urbano I Smembratoide, chiamato amichevolmente così perché, nel corso dei secoli, altri luoghi hanno reclamato il loro diritto alla notorietà reliquiaria. Pare infatti che ulteriori brandelli del povero Urbano si possano trovare ad esempio a Roma lungo la Nomentana dopo le 23, alle catacombe di Pretestato (nei giorni di martedì e giovedì col mercato e la ZTL attiva) oppure direttamente a Auxerre, dove viene venerato dai viticoltori e produttori del celebre Umberté Liberté Reliquié, vinello d.o.c.g dai dubbi sentori umani e di tappo francese senza bidet.

Il vero capolavoro di Cassine è però proprio il monumentale complesso di San Francesco che include, oltre alla chiesa stessa, l’oratorio di S. Bernardino, quello della Trinità, parte del convento, un parco panoramico, parcheggio sotterraneo per il suv papale e maxischermo per la proiezione in dolby surround della Missa in La minore di Lourdes per clavicole rotte e coro osteopatico, trasmessa in filodiffusione su tutta la valle del Bormida durante la Quaresima in memoria dei vostri peccati. Secondo alcuni studiosi, la chiesa di San Francesco sarebbe stata tramata e ordita addirittura da Roberto d’Angiò in persona, re di Napoli, intorno al 1300 dopo la vittoria del primo scudetto con Maradona e Careca. Questa fonte non è sicura, quello che è certo è che è uno splendido esempio di architettura gotico-lombarda, seppur modificata nel corso dei secoli, che però conserva nelle forme principali lo stile dell’epoca, con numerosissimi decori, fregi, rosoni e affreschi, questi ultimi databili tra il XIV e il XVI secolo.

A fianco della facciata si trova l’ex-convento. Ora adibito a zona museale con angolo cottura riservato all’ambitissimo club Amici dell’Inquisizione di Cassine, ospita oltre a una vastissima collezione di reliquie varie, tra cui un album della Panini del 1973, miniato a mano dagli scribi medievali con le foto della vittoria dell’Ajax nella Coppa dei Campioni, tiare papali, vestiti di scena di Urbano I e altre primizie, un notevolissimo ciclo di affreschi trecentesco, attribuito al “maestro di Cassine” beh, voglio dire, mica Picasso… Il ciclo pittorico è un rutilante excursus di adorazioni di Magi, Epifanie, Crocefissioni, insomma di tutto un po’.

Ultima chicca, ma non meno importante, la Sacrestia. Qui, infatti, durante il normale cambio di stagione degli Armadi, è saltato fuori un affresco del 1532. A causa di questa scoperta però l’armadio viene tenuto sempre aperto e la signora Egzemia non può più ritirare le lenzuola. Pare che ella si aggiri inquieta per Cassine, nelle notti di luna piena, chiedendo ai villeggianti di avere un piccolo armadio dove riporre finalmente i panni stesi, ormai asciutti da mo’. Visitabile durante le giornate del FAI, del Fai da Te, del Fai un Po’ Come ti Senti (nel caso qui trovate un’utile piantina).

Cassine dista 14 km da Acqui Terme, 20 km da Nizza Monferrato, 20 km da Rocca Grimalda, 23 km da Ovada,  25 km da Canelli.

Un viaggio tutto da vivere con i consigli e le dritte dei “locals” che vivono in questo magnifico territorio.

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