Monumento Carlo Alberto Casale Monferrato

Carlo Alberto, il re in pigiama

Nel 1470 il Marchese Guglielmo VIII Paleologo ebbe la straordinaria intuizione di costituire in Casale, splendida capitale del Monferrato, un Senato composto da dotti, avvocati e uomini di specchiata onestà, con nomina a vita. Da quel momento il Senato proseguì la sua attività fino al 1730, quando venne soppresso dal re di Sardegna, Carlo Emanuele III, che lo spostó a Torino.


Nel 1837, però, ci si era ormai resi conto che un solo Senato nel Regno fosse insufficiente ed iniziò la discussione per deciderne la nuova ubicazione, dovendo scegliere fra le città di Casale e Alessandria. La spuntò Casale e il 19 settembre 1837 re Carlo Alberto emanava un decreto per deliberarne l’istituzione.

Carlo Alberto

La sede prescelta fu palazzo Langosco. La cittadinanza ne fu talmente entusiasta, per il prestigio ma anche per i risvolti economici che questa decisione avrebbe portato alla città, che decise di omaggiare il re con una splendida statua. L’incarico fu assegnato allo scultore Abbondio San Giorgio che presentò due progetti: in uno il Sovrano vestiva la divisa di Gran Maestro dell’Ordine Cavalleresco dell’Annunciata mentre nell’altro quello di antico romano.


Grandissimo fu il dibattito in città tanto che per decidere vennero contattati importanti critici d’arte direttori di Musei famosi. Vinse la seconda opzione. Mentre lo scultore procedeva con la fusione, venne scelta la sede, nel cuore della città: la Piazza Grande, già Piazza delle Erbe. La festa per inaugurare la nuova statua di re Carlo Alberto fu grandiosa, con tanto di colpi di cannone sparati dal Castello e concerto di tutte le campane cittadine, cui si aggiunsero balli nei palazzi aristocratici e feste popolari nelle piazze e nei giardini. Fino a che giunse la notizia che anche il principe ereditario, Vittorio Emanuele, sarebbe giunto in città per i festeggiamenti.
Vittorio Emanuele frequentava Casale abbastanza assiduamente, soprattutto il Teatro, nelle sere in cui si esibiva la sua amante, una famosissima attrice dell’epoca, per poi essere ospitato in uno dei tanti palazzi aristocratici di Casale.
Fu proprio in quella occasione che, di ritorno da teatro a fine serata, transitando sotto la statua di Carlo Alberto, fece fermare la carrozza, si sporse dal finestrino, ed esclamò in piemontese: “Me’ mai capitami ad veddi me’ pari ‘n pigiama!”

Photo by Garba 62 – Opera propria CC BY-SA 4.0 ©wikipedia

Un viaggio tutto da vivere con i consigli e le dritte dei “locals” che vivono in questo magnifico territorio.

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