Aterlier Gianni Bonardi

Nell’atelier di Giovanni Bonardi

Spazi giganteschi: un grande cortile, un giardino, dei magazzini pieni di volumi, busti in terracotta, quadri appoggiati alle pareti, quasi in disordine, come in una maison d’artiste fin de siècle.

È l’atelier di Giovanni Bonardi, pittore e scultore, nato a Villanova Monferrato. La «Cascina Bonardi», infatti, già esistente nel Settecento, è da più di trent’anni, nello spazio ricavato da una tipica fattoria della zona, il buen retiro dell’artista, dove lavora instancabilmente, modellando l’argilla con grande maestria ed eleganza, trasformando la materia in immagini sacre e profane: obelischi, allegorie, eroi, dei dell’antichità, Madonne, angeli, santi e figure auliche.

Accanto al giardino, dove trionfano i fiori di gelsomino e la menta, si entra, finalmente, nella casa di Giovanni. Nel primo ambiente, ricavato da quello che un tempo era la stalla e poi il granaio, domina un quadro, Figura mistica (Olio su tela, cm 120 x 150). Un raggio (color rosso) attraversa l’opera, terminata il 24 giugno 2001, San Giovanni.

L’ambiente è molto raffinato e accanto al quadro troviamo altre opere di Bonardi, come le sculture in terracotta. La stanza successiva è una cucina, dove trionfa un coloratissimo affresco. Da qui si accede all’«appartamento della badante». Su travi di legno sono sistemate in ordine le sculture di terracotta.

Bonardi dipinge spesso su lenzuola di lino, arricchite da grandi cifre, come la lettera b, propria della sua famiglia. Opere come Il volto del cielo, o Il cielo nella notte dell’eclissi, sono esempi di tecnica mista su tela ricamata, dall’incantevole fascino.

Sopra i primi locali ci sono due gigantesche camere, illuminate da finestre che occupano l’intera parete. Nella prima colpisce la ricchissima collezione di Madonne. Nella seconda si accede da un «passaggio segreto», dove è sistemato lo studio del pittore. Lì, prima di ogni lavoro, Bonardi fissa il foglio bianco, inizio di una nuova “avventura” artistica.

Bonardi racconta d’aver iniziato giovanissimo con la pittura: fu infatti il nonno paterno, Giovanni, pittore dilettante, abile intagliatore, che realizzava giocattoli per i propri nipoti, a trasmettergli l’estro artistico. Da Villanova, Bonardi frequentò il Liceo Artistico Ugo Foscolo di Vercelli e successivamente l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, sotto la guida di Domenico Purificato.

Grazie all’esperienza milanese Bonardi ha sperimentato nuove tecniche artistiche e la fotografia. Tuttavia sono i gruppi scultorei in terracotta dipinta visti fin da piccolo nei pellegrinaggi e soggiorni al Sacro Monte di Crea, ad essere i modelli per le sue prime opere d’arte. Una frequentazione ininterrotta quella dei Sacri Monti, con l’approfondimento attraverso la tesi su L’opera di Gaudenzio Ferrari al Sacro Monte di Varallo, e l’opportunità di conoscere e intessere rapporti con il poeta e scrittore Giovanni Testori.

Nell’opera di Bonardi, che predilige il tema religioso, con incursioni nel mondo classico del mito, si scorge l’assoluta necessità di arrivare a una vetta. Non è un caso che l’artista prediliga luoghi come i Sacri Monti dedicati alla Madonna.

Lo sguardo dell’artista deve poter spaziare libero su tutto l’orizzonte, a tu per tu con il cielo. Da lassù, nel “Paradiso”, i guai, i pensieri, i progetti di tutti appaiono talmente piccoli da sorriderne; e solo le alte vette, lontane, sembrano meritare attenzione.

L’insieme delle opere di Bonardi costituisce la proiezione dell’universo in cui si esplica il processo umano-divino della vita naturale e spirituale, dove la logica quotidiana reca memorie ancestrali, intuizioni di saggezza che collocano il pensiero in dimensioni superiori, in cui l’intelligenza umana conquista la consapevolezza dei propri limiti, ma anche il desiderio di conoscenza e, quindi, con la percezione del mistero, in una ridda di domande, riflessioni, dottrine, in un continuo rovello interiore, titanico, appunto.

La sorte dell’artista dipende dall’equilibrio che riesce a stabilire tra queste direzioni dell’animo. Non è facile, e molti non reggono.

Bonardi ha equilibrio. È un grande lavoratore, instancabile, generoso. L’equilibrio è evidente nella ricerca delle forme, anche quelle più desuete, per portare l’anima sua e di chi contempla l’opera in un paesaggio mistico, lontano e in silenzio, nella ricerca della grazia e della dolcezza. Da qui la scelta dell’artista per spazi espositivi insoliti e di grandi dimensioni: non le gallerie d’arte, ma le Chiese come nella mostra dello scorso 2021 alla Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo a Santo Stefano Belbo per la Fondazione Cesare Pavese.

Oggi Bonardi è presente nella Cattedrale di Casale con un piccolo “dono” per chi visita il percorso archeologico nei sottotetti: un gruppo scultoreo rappresentante l’Annunciazione, formato da due sculture in terracotta dipinte, raffiguranti la Madonna e l’Arcangelo Gabriele.

Info: STUDIO GIOVANNI BONARDI – Via Navazzotti, 17 – 15030 Villanova Monferrato (AL). www.artegiobonardi.com

Un viaggio tutto da vivere con i consigli e le dritte dei “locals” che vivono in questo magnifico territorio.

Altre storie
La bio diversita del monferrato
La Fabula e l’Arbiciolù: Puntata 10 “La diversità della specie”