Cosa vedere a Canelli: i giardini del castello Gancia
Prima di riprendere l’esplorazione del mondo che si articola al di sotto delle strade e delle case di Canelli, il mio consiglio è quello di visitare gli splendidi giardini all’italiana del Castello – di proprietà della famiglia Gancia -, insieme alla loro scenografica limonaia e all’enorme cedro del Libano, che domina la collina da oltre 250 anni. Tutt’intorno si trovano i vigneti della produzione biologica “Castello di Canelli”.
(Per la prima parte dell’itinerario, leggi l’articolo del giorno 1 qui)



Visita alle cantine Coppo: cattedrali, infernot e… il mare
Con le Cantine Coppo si raggiunge il cuore della collina, arrivando a essere addirittura 40 metri sottoterra. Anche in questo caso la loro maestosità non scherza, districandosi fra stretti cunicoli e ampie stanze, le cattedrali, appunto, ma qui è anche presente un infernot (cosa sono gli infernot).
Una delle pareti finali, proprio nel cuore della collina, è stata risparmiata dal rivestimento in mattoni, mostrando un unicum assoluto in termini di geologia. Si tratta di una parete particolarmente alta, dove si nota chiaramente la stratigrafia del terreno, in obliquo: questa caratteristica è la prova dell’antichissima presenza del mare, essendo il segno tangibile della presenza del moto ondoso. Il livello più basso di questo tesoro geologico è stato datato – grazie all’inclusione di fossili – a ben 16 milioni di anni fa, per arrivare poi ai 6 milioni con il livello più alto.








Coppo non ha soltanto l’enorme responsabilità di portare avanti una tradizione meritatamente famosa in tutto il mondo, ma ha anche quella di custodire, proteggere e valorizzare un monumento alla storia della Terra, che ci permette di avvicinarci e immaginare un passato così remoto da non sembrare possibile se non esistessero testimonianze tali.
Ed è proprio di fronte a questa meraviglia che si sviluppa, con ampie vetrate, l’accogliente sala degustazione: un modo per conoscere il vino simbolo della cantina con una visuale unica, una degustazione di vini unica e suggestiva.


L’ultimo champagnista d’Italia alle Cantine Contratto
Contratto è l’ultima tappa di un tour che ci ha portati alla scoperta di un vero e proprio mondo sotterraneo e, seppure le sue siano le quarte cattedrali che visitiamo, questo non mina in alcun modo lo stupore che si vive passeggiando al loro interno: la maestosità e la cura che manifestano in ogni dettaglio continuano a meravigliare anche chi questi luoghi li frequenta ogni giorno da decine di anni, come Mauro, lo storico champagnista – anche se oggi, ufficialmente, non si potrebbe chiamare così – della cantina, ormai l’ultimo in tutta Italia a portare avanti un’arte così preziosa.



Il suo è un lavoro costruito in anni di fatica, ma anche di grande passione, come traspare subito dai suoi racconti. È facile rimanere incantati nel vedere con quanta precisione, velocità e naturalezza Mauro riesca a fare il remuage, un’azione apparentemente semplice, ma che è esattamente l’opposto. Lo spettacolo, però, non finisce qui, rendendoci partecipi di uno dei passaggi più complessi e importanti, il degorgement: in parole povere, la sboccatura velocissima, che permette di eliminare i residui prima fatti defluire verso il collo della bottiglia grazie al remuage.
Contratto non si limita esclusivamente al vino, proponendo anche vermouth e bitter e, infatti, abbiamo potuto degustare un ottimo Negroni con il gin Alchimia – sempre prodotto a Canelli.


Oggi la cantina è simbolo di raffinatezza e qualità in tutto il mondo, potendo contare anche su quei grandiosi templi del vino sotterranei che, con una visita superficiale di Canelli potrebbero rimanere nascosti, ma che raccontano con attenzione quella che è la vocazione di una cittadina che nei secoli, pur contando poco più di 10.000 abitanti, è riuscita a farsi grande nel mondo.






Un lavoro portato avanti anche dall’Enoteca Regionale di Canelli e dell’Astesana
L’Enoteca Regionale presente a Canelli porta avanti un lavoro encomiabile nella valorizzazione della città, dei suoi luoghi d’interesse e, soprattutto, dei suoi vini, raccogliendo innumerevoli etichette – dalle più famose a quelle più di nicchia -, diventando una vera e propria custode di unicità.
Le cattedrali sotterranee illustrano l’anima più profonda di un territorio unico, dove tradizione e visione si incontrano da secoli, dando vita a uno dei capolavori del nostro Paese. Ed è proprio questo il segreto di Canelli: custodire meraviglie nascoste che, una volta scoperte, sarà impossibile dimenticare.
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