Torta di Nocciole del Monferrato

Torta di nocciole del Monferrato

La nocciola è uno dei prodotti cardine della cucina tradizionale piemontese, un piccolo tesoro racchiuso tra le colline di Langhe, Roero e Monferrato.

Nota come Nocciola Tonda Gentile Trilobata, o nocciola Piemonte IGP, viene coltivata sia nel Monferrato astigiano sia in quello alessandrino. Tra i documenti dell’Archivio di Stato di Alessandria si parla di coltivazione di nocciole addirittura nel 1594, nel territorio di Lu e Cuccaro Monferrato. Un documento in particolare, denuncia la presenza di diversi furti di nocciole con relative richieste di risarcimento da parte dei coltivatori (fonte: https://www.corilu.it/nocciola-e-lu-monferrato/)!

La raccolta delle nocciole avviene tradizionalmente nel periodo di fine agosto e settembre, quando il frutto ha raggiunto la sua massima maturazione e inizia a staccarsi facilmente dalla pianta.

Una volta raccolte, le nocciole vengono protette dall’umidità e fatte essiccare al sole. Dopodiché vengono sgusciate e tostate. A questo punto le nocciole possono essere gustate nella loro purezza, oppure ancora lavorate, per ottenerne la granella, la farina, la pasta, ecc.

Le nocciole vengono da sempre utilizzate soprattutto nel settore dolciario, per la produzione di dolci tipici della cucina piemontese e del Monferrato. Basti pensare ai famosi baci di dama, ai brut e bon, o alla tradizionalissima torta di nocciole.

Nocciole del Monferrato

Torta di nocciole di Murisengo

Murisengo è un piccolo borgo del Basso Monferrato, in provincia di Alessandria. Sul finire dell’Ottocento, in questo piccolo comune collinare, viene aperto il primo panificio, che con il tempo diventerà pasticceria artigianale. Ed è proprio qui che nasce la torta di nocciole che, nel 2014, otterrà la De.Co. come torta di nocciole di Murisengo.

Una torta preparata “secondo il metodo della nonna”, con una precisa combinazione di ingredienti e una lenta lievitazione (circa tre ore) accanto a una fonte di calore, che punta a una maggiore conservazione del dolce grazie a un preciso grado di umidità.

Al di fuori di Murisengo, la torta di nocciole è un dolce che non manca mai tra le ricette di famiglia, infatti ne esistono innumerevoli versioni. C’è chi, tra gli ingredienti, usa la farina bianca mischiata alla farina di mais fioretto, chi aumenta le dosi delle nocciole, chi elimina quasi completamente la farina. Chi ci aggiunge un bicchierino di latte, o di rhum, chi la scorza grattugiata di limone o un cucchiaio di cacao.

Come tutte le ricette della tradizione, anche della torta di nocciole non esiste una sola versione autentica. Quella che vi proponiamo noi è ciò che più si avvicina alla ricetta originale della torta di nocciole di Murisengo.

Torta di nocciole del Monferrato, la ricetta

La torta di nocciole del Monferrato è tradizionalmente bassa, ma morbida e profumatissima. Si prepara con pochi e semplici ingredienti, perché le nocciole devono risultare predominanti nel sapore e nell’aroma.

Una volta cotta e raffreddata, può essere gustata nella sua purezza, accompagnata da un bicchiere di Moscato d’Asti, da una pallina di gelato alla crema, o una salsa allo zabaione.

Ingredienti

  • 200 g nocciole tostate
  • 200 g farina 00
  • 200 g zucchero
  • 100 g burro
  • 2 uova
  • 1 tazzina di latte
  • 1 bustina di vanillina (facoltativa)
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale

Procedimento

Iniziate dalle nocciole: tritatele finemente per creare una farina abbastanza fine. Unitele quindi in una ciotola alla farina, lo zucchero, il lievito, la vanillina e il sale. Mescolate.

Aggiungete il burro fuso, le uova e il latte, mescolate bene con una spatola per amalgamare tutti gli ingredienti e creare un composto liscio e omogeneo.

Versate il composto ottenuto in uno stampo da torta ricoperto di carta forno, oppure imburrato e infarinato. Formate uno strato di composto ben livellato in superficie, di circa 1,5 – 2 cm.

Infornate la torta a 160°, forno statico, per 45 minuti. La torta di nocciole è pronta quando risulta ben dorata in superficie e, infilandovi uno stecchino al centro, ne esce asciutto.

Un viaggio tutto da vivere con i consigli e le dritte dei “locals” che vivono in questo magnifico territorio.

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