Dal Monferrato alla fratellanza

Inclusione, accoglienza, apertura, scambi culturali, bellissimi concetti che troppo spesso rimangono parole.

Teoria poco applicata. Destinazione Monferrato si vuole distinguere anche in questo. L’esperienza di questo breve racconto è figlia del tempo che stiamo vivendo perché parte da una gita fuori porta alla scoperta di una provincia in molte parti del suo territorio ancora inesplorata, per arrivare in un luogo di riflessione forse unico al mondo e particolarmente attuale in tempo di guerra. Andiamo per ordine.

Complice un battesimo (auguri Viola, buona vita) celebrato a Fabbrica Curone, decidiamo di prendercela comoda e viaggiare inizialmente per le colline monferrine, bellissime in questa stagione, verso la nostra meta in direzione Tortona, curiosamente a cavallo tra le regioni Piemonte, Lombardia ed Emilia, sempre in provincia di Alessandria. Bello vedere mutare i paesaggi monferrini, che diventano sempre più selvaggi a mano a mano che ci si avvicina al luogo di arrivo, in un verde quasi lussureggiante, inatteso in un periodo di scarsa pioggia come quello attualmente in corso.

La Chiesa di Fabbrica, Pieve di Santa Maria Assunta, è semplicemente un gioiellino romanico in parte incastonato nella pietra e merita una breve visita. La cerimonia è suggestiva, poi i festeggiamenti di rito .

Parlando e bevendo con alcune persone del posto, il discorso cade sul Tempio della Fraternità di Cella di Varzi, a pochi minuti di distanza (ma già in terra pavese evidentemente). Il tempio è un santuario ed un luogo del ricordo legato alla Seconda guerra mondiale, che nel tempo si è trasformato in un angolo di riflessione sulla guerra, sui caduti, sugli armamenti, sugli affetti e la vita in generale. Il progetto partì dalla sensibilità di don Adamo Accosa un cappellano militare, testimone delle nefandezze della grande guerra. Questi, chiamato a costruire la chiesa di Cella nell’immediato dopoguerra, pensò di farlo utilizzando le rovine e le macerie del conflitto provenienti da tutta Europa, come simbolo di grande ricostruzione: qualcosa di bello che nasce da qualcosa di brutto.

Il progetto trovò l’appoggio dell’allora Nunzio apostolico monsignor Roncalli (diventerà papa Giovanni XXIII), che tra l’altro inviò a Cella nel 1954 la prima simbolica pietra, ricavata dall’altare di una chiesa della Normandia, distrutta durante il conflitto. Arrivarono poi macerie da Berlino, Varsavia, Londra, Dresda, Hiroshima, Nagasaki e da altre 100 e più città, incluse pietre cadute dal Duomo di Milano colpito dai bombardamenti del 1943. Oggi l’esterno del tempio è un piccolo museo di oggetti, testimonianze, armi belliche ed è ospitato in un logo di natura incontaminata che porta a riflettere, tra vette, alberi e prato. Nonostante la presenza delle armi il clima che si respira è di rispettoso silenzio.

Qui si ricorda e, per chi vuole, si prega. La visita all’interno della chiesa, da fare mentre non ci sono celebrazioni in corso, è un viaggio tra passato e presente, tra teche e libri del ricordo e fotografie e oggetti celebrativi. Spicca la vasca battesimale ricavata dall’otturatore di un cannone della corazzata Andrea Doria e il messaggio diventa chiarissimo: ciò che portava morte oggi dona vita. lo stesso crocifisso è composto da armi insanguinate provenienti da tutto il mondo.  In una parete un toccante quadro ricorda i carabinieri caduti a Nassiriya. Realizzare un progetto di simile livello (purtroppo sconosciuto ai più) è stato possibile solo grazie alla  collaborazione di amministrazioni pubbliche, ecclesiastici, privati cittadini, politici, storici, di tutto il mondo. Si sono evidentemente abbattute barriere, si sono superati campanilismi e conflitti. E forse interessi personali per un concetto di bene comune. Quello che servirebbe oggi per riuscire a porre concretamente le basi di una pace che tutti (o tanti) auspichiamo.

Destinazione Monferrato vuole dare l’esempio. Oggi il Monferrato lo abbiamo solo sfiorato, in favore di un bene ancora più prezioso. Portare notorietà al vicino Tempio della Fratellanza è un piccolo esempio di apertura e collaborazione. Il tempio si visita tutti i giorni dalle 9,00 alle 18,00 e si trova a Cella di Varzi (PV)

Un viaggio tutto da vivere con i consigli e le dritte dei “locals” che vivono in questo magnifico territorio.

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