Visone, la sua rocca e vicende paranormali

Poco prima di entrare da Est nella bollente città termal-geriatrica di Acqui Terme c’è un piccolo paesino adagiato lungo la riva dello Spigno, uno dei torrenti più influencer del Bormida. Il paese in questione è quello di Visone; che a pensarci bene ci sta perfettamente in un’implacabile alternanza di temperature polari e torride per temprare adeguatamente i clienti delle famose terme locali. Nella mia idea squinternata avevo immaginato un borgo dalle temperature ostiche anche per i più navigati pinguini d’oltralpe invece, visitata in quel di un morbido settembre di qualche tempo fa, Visone mi appare come il classico paesello del basso Piemonte, troppo lontano dalla brulicante vita frenetica dei grandi centri per essere stressato e troppo vicino alla più nota Acqui, diventando così il classico centro satellite più abbordabile per chi non vuole soggiogare le membra direttamente in centro con tutti i vapori delle terme soporifere.

Ma come tutti i paesi meno frequentati, anche Visone nasconde piccoli preziosi cimeli vintage che si possono visitare con una certa tranquillità. Ci sarebbe ad esempio l’abside romanico dell’antica chiesa di S. Pietro, risalente al secolo XI, che si trova all’interno del cimitero comunale o il ponte, romanico anch’esso, sul torrente che da il nome al paese. L’edificio però più caratteristico e visibile persino dalle Indie orientali, nei giorni sereni con targhe alterne, è il castello o meglio, quel che ne resta.

Viene riagghindato con stile e gusto dai Malaspina intorno al XV secolo sui resti del precedente maniero documentato già nel 991. Il castello si trova lungo la riva del torrente per consentire una più agevole pesca domenicale ai nobili direttamente dalla torre, ma già nel 1519 John Malaspina lo vende astutamente su Vinted, non so se per sagge premonizioni o semplice lucro, fatto sta che il torrente rappresenta anche una turbolenta minaccia infatti, a seguito della terribile alluvione del 1861, straripa mietendo vittime e danneggiando diversi edifici tra cui gran parte dell’antico ricetto e delle dimore adiacenti al castello. Il ricetto, ormai compromesso, viene completamente asfaltato per far posto oggi a un pratico belvedere utilizzato per i principali eventi paesani ma anche come parcheggio per la collezione di dirigibili del suo ultimo proprietario, il nobile Carlo Centurione Scotto, fino a metà del XIX secolo e discendente di una delle famiglie storiche nobiliari liguri, riunitesi in “albergo”.

Nata come lobbyzzazione medievale nel ‘trecento, l’albergo era una sorta di magna- magna tra famiglie che, al fine di trasmettersi affari reciproci, intrallazzi e malattie ereditarie camporellandosi tra di loro, si riunivano tutte insieme appunto sotto un unico “albergo”. Quindi se vi chiamate Viale dei Giardini o Parco della Vittoria è molto probabile che siate tutti un ottimo albergo, anche se io un controllino dal medico me lo farei.

Il nostro amico Carlo Scotto albergato in Centurione passa alla storia però per una vicenda che affonda le sue viscere nell’oscurità insondabile dell’aldilà a causa della morte prematura del figlio durante un incidente aereo e per il quale il padre tenta disperatamente di ricollegarsi tramite continue sedute spiritiche e di smaterializzazione sponsorizzate dal Cepu e da Radio Maria (che tanto purtroppo prende ovunque, anche negli angoli più sperduti del Monferrato). Grazie proprio alle frequenze infernali della radio, la vicenda arriva addirittura a Londra alle orecchie del celeberrimo Arthur Conan Doyle che, a quanto pare, negli ultimi anni di vita, invece di andare a controllare i cantieri passeggiando con le mani dietro la schiena e dar da mangiare agli spericolati colombi scagazzanti di Trafalgar Square, dedicava il tempo allo studio di spiritismo e parapsicologia, diventando addirittura uno stimato esponente della Society for Physical Research of London, una simpatica associazione per lo studio scientifico e imparziale dell’uso paranormale del thè: con i biscotti? O senza? Girando il cucchiaino verso destra o sinistra? Con o senza latte? Queste sono le profonde questioni che girano sottovoce tra le sale fumose della S.P.R. Tra i partecipanti sostenitori si contano, tra gli altri, anche Jung, Mark Twain e anche il nostro Arthur Conan Doyle, appunto. Gli episodi di smaterializzazione Centurionica (tenutesi purtroppo presso il castello di Millesimo e non in quello di Visone) creano tale clamore da sfociare in violente risse e portano alle dimissioni dell’Arturo che, incredulo, prima distrugge un vaso Ming del XII secolo e poi se ne va sbattendo la porta gridando la famosissima frase “Me ne vado dalla Society for Physical research of London!”

Pare che gli affiliati abbiano risposto in coro “eeesticaaaaazziii”. Sull’accaduto indaga ancora oggi Scotland Yard con l’aiuto di Sherlock Holmes, detective con partita IVA a regime forfettario.

Distanze da Visone: Acqui Terme 4,5 km; Cartosio 15 km; Molare 14 km; Ovada 16 km

Un viaggio tutto da vivere con i consigli e le dritte dei “locals” che vivono in questo magnifico territorio.

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