Ovada

Il centro storico di Ovada e la tradizionale farinata

Tra le colline dell’Alto Monferrato si trova la città di Ovada, a ridosso del confine con la Liguria, regione dalla quale riceve numerose influenze, sia dal punto di vista stilistico e architettonico, che da quello gastronomico.

Il centro storico, infatti, pur trovandoci in Monferrato, è caratterizzato soprattutto da uno stile prettamente ligure, ricordando molto i piccoli centri che si possono incontrare sull’Appennino ligure e nell’entroterra di questa regione, essendo arroccato intorno a un sistema difensivo e presentando vie con palazzi e case dipinte nel tipico stile genovese.

La città di Ovada si trova in prossimità della confluenza del torrente Stura nell’Orba, dalla quale  probabilmente deriva lo stesso toponimo di questo centro: Ovada, infatti, si dovrebbe ricollegare al latino Vadum, letteralmente “guado”, indicando la probabile esistenza di un attraversamento in una zona poco profonda dello snodo dei due corsi d’acqua già in epoca romana.

Si tratta di un importante centro per i commerci tra Liguria e Piemonte, che si proiettavano poi in Pianura Padana e oltre le Alpi, tanto che viene addirittura nominato come Vada nelle lettere di Decimo Bruto a Cicerone, grazie alla sua posizione strategica, ponendosi anche come custode del passo del Turchino.

Il centro storico di questa cittadina è a misura d’uomo, perfetto per una visita in giornata, con le sue facciate decorate alla maniera ligure, che regalano graziosi scorci, insieme ai vari edifici di interesse storico e artistico, come la chiesa di Nostra Signora Assunta, simbolo di Ovada, grazie ai suoi due campanili, ben visibili anche dalle colline del Monferrato circostanti.

Come si diceva sopra, le influenze liguri si estendono anche all’ambito gastronomico; troviamo infatti un connubio tra cucina tradizionale monferrina e ligure. Uno dei piatti protagonisti è la farinata di ceci, servita in numerosi locali della città e dei suoi dintorni. Si tratta di una ricetta originaria della vicina Liguria, che fa sicuramente riferimento a un’antichissima tradizione, fondando probabilmente le sue radici già nelle preparazioni latine e greche, a base di legumi.

Secondo la tradizione popolare, però, questa specialità nacque in occasione della sconfitta di Pisa da parte di Genova, nel 1284, con la battaglia della Meloria. Si narra, infatti, che alcune galee si trovarono coinvolte in una tempesta, finendo per rovesciare olio e farina di ceci, che si mischiarono con l’acqua salata del mare. Si cercò di recuperare il possibile, servendo una sorta di purea di ceci ai marinai e ai prigionieri.

Alcuni marinai, però, si rifiutarono di mangiare un simile impasto, preferendo abbandonare la scodella al sole, dove quella poltiglia, dopo alcune ore, divenne una sorta di frittella. Il giorno successivo, non ricevendo altro da mangiare, i marinai, però, si affrettarono a tornare sui propri passi, scoprendo una pietanza davvero squisita.

È così che, una volta tornati a Genova, si decise di migliorare la ricetta, anche grazie a una specifica cottura in forno. Da quel momento la farinata – in genovese fainè – è a tutti gli effetti uno dei piatti più semplici ma conosciuti e apprezzati della regione, tanto da essere arrivata anche in Piemonte, specialmente a Ovada.

Oltre alla farinata di ceci, a Ovada meritano un assaggio anche i tradizionali ravioli (o agnolotti), serviti con il  Dolcetto di Ovada, altra eccellenza locale.

Per info www.ovada.it

www.visitovada.com

Distanze: da Tagliolo Monferrato 3,7 km, da Molare 4,3 km, da Carpeneto 9 km,  da Casaleggio Boiro 13 km, da Morsasco 13 km, da Acqui Terme 19 km.

Un viaggio tutto da vivere con i consigli e le dritte dei “locals” che vivono in questo magnifico territorio.

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