Enoteca del Monferrato

Il Monferrato pronto a riabbracciare la sua Enoteca Regionale

Un nuovo corso all’insegna della gioventù e innovazione

C’è sempre fermento in Monferrato e cinque giovani ragazzi hanno voluto lanciarsi in un progetto importante che darà la possibilità a Casale e a tutto il suo territorio di riavere finalmente la propria Enoteca Regionale. La provincia di Alessandria sarà rappresentata oltre che da Acqui Terme e Ovada anche da Casale Monferrato che, dopo un periodo di chiusura, ha trovato le persone e soprattutto l’entusiasmo per ripartire con un percorso rinnovato. L’obiettivo dell’Enoteca è la promozione delle eccellenze del territorio patrimonio Unesco. Inizialmente l’Ente, presieduto da Claudio Saletta, era situato presso il Palazzo Callori di Vignale, mentre dal 2009 si è trasferito presso i locali ristrutturati del Castello dei Paleologi di Casale Monferrato. Così, la Società Up, ha partecipato al bando e si è aggiudicata la gestione della struttura, che molto probabilmente verrà inaugurata in primavera.

Già attivi da anni nel mondo dell’intrattenimento e organizzazione eventi, Federico Sassi e i suoi soci, lo scorso mese di settembre si sono resi protagonisti della gestione di Calicentro, evento che di fatto in questi due anni di pandemia ha cercato di dare continuità, con grande successo, alla Festa del Vino. Fra le priorità, emerse durante la conferenza stampa che si è svolta qualche giorno fa presso la Sala Consigliare di Palazzo San Giorgio, la volontà concreta di fare rete con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa fra le Enoteche del Gran Monferrato (Casale – Ovada – Acqui) e Astigiane (Canelli e Nizza). Oltre a Federico, presteranno servizio presso l’Enoteca a vario titolo i soci Paolo Berra, Edoardo Gaviati, Simone La Porta e Francesco Martinotti. La volontà di questi cinque ragazzi, ognuno con il proprio bagaglio di esperienze che metterà a servizio dell’attività, sarà quello di trasformare l’enoteca in un vero e proprio punto di riferimento per quanto riguarda la vendita e la somministrazione di livello.

Enoteca del Monferrato

Edoardo, che sta ultimando il percorso di Sommelier dell’AIS, è da anni attivo nel mondo della ristorazione. In pianta stabile nella città di Torino, dove è il manager di un locale innovativo, ha sempre sognato di poter far ritorno nel Monferrato, territorio dove è cresciuto e ha fatto le prime esperienze da un punto di vista lavorativo e non solo. La passione per il vino nasce dal rapporto con il padre, che ha sempre dedicato amore e tempo per le vigne. Con lo studio e la curiosità, ha scoperto le realtà di Canelli, Asti e Barolo, decidendo insieme ai suoi soci di provare a ricreare una realtà attraente anche dalle nostre parti.

Ma quali etichette di vini avranno la possibilità di far parte dell’Enoteca del Monferrato?

Sicuramente da statuto ci sono delle regole ferree da seguire ma prima dell’apertura ufficiale è prevista una degustazione particolare. Saranno invitati tutti i produttori di vino della zona che potranno servire l’Enoteca. Si farà una campionatura delle loro etichette e si partirà alla cieca. Ci sarà una scheda tecnica di degustazione e saranno presenti sommelier di Casale Monferrato e Torino. Persino un agronomo ed un enologo che però verrà selezionato fuori zona in modo da garantire la più totale imparzialità. Verrà assegnato un punteggio ad ogni bottiglia e quindi si deciderà in quel momento quali saranno i vini che potranno far parte dell’Enoteca del Monferrato. Il tutto nel segno della qualità, parola che da qualche anno, finalmente viene sempre più associata ai nostri vitigni alla quale probabilmente è cambiato l’approccio degli addetti ai lavori.

Enoteca del Monferrato

Fino a qualche anno fa la tendenza della maggior parte dei produttori era quella di imbottigliare del vino sfuso. Questo però non permetteva di dare una continuità al prodotto ed un reale rilancio del Monferrato. Lo sforzo fatto nelle Langhe, ha messo in discussione un po’ tutti e oggi si sta cercando di lavorare dando una veste differente a tutto ciò che si fa. Realtà del nostro territorio che si sono lanciate nel biodinamico e biologico. Dall’aratura dei campi con cavalli da tiro all’utilizzo praticamente nullo di macchinari. Si è tornati a fare vini meravigliosi mettendo tanta passione nella bottiglia. L’attività dell’Enoteca, che dovrebbe osservare un 6/7 di apertura con un rafforzamento orario sicuramente durante la bella stagione, andrà a braccetto con la programmazione artistica all’interno del Castello.

Oltre ad essere strumento di accompagnamento per mostre, eventi ed attività, l’Enoteca proverà ad organizzare appuntamenti specifici all’interno dei propri locali. Da corsi, a conferenze e degustazioni. Momenti di condivisione e scoperta di un mondo monferrino, che ha bisogno sempre più di affermare il proprio brand anche fuori dai propri confini.

Un viaggio tutto da vivere con i consigli e le dritte dei “locals” che vivono in questo magnifico territorio.

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