Palazzo Monferrato

A Palazzo Monferrato, una storia di artisti è diventata la mia

Capitano quei weekend in cui limitarsi a stare sul divano a guardare Netflix finisce per annoiarci, senza permetterci realmente di staccare la testa da ciò che viviamo nelle nostre frenetiche settimane.

A un certo punto, però, ti ricordi di abitare nel Monferrato, dove c’è sempre qualcosa da fare.

È andata più o meno così: una delle mie migliori amiche si è lasciata da poco con il fidanzato storico, ed io ero alla ricerca di qualche idea per evitare che rimanesse chiusa nella sua camera ad ascoltare Ultimo a ripetizione.

Così mi è venuto in mente che, giusto la scorsa settimana, tornando a casa dalla stazione, mi era caduto l’occhio sul manifesto davanti a Palazzo Monferrato, in via San Lorenzo, pieno centro alessandrino:

“Alessandria. Il Novecento da Pellizza a Carrà, una storia di artisti.”

La mostra, promossa da Camera di Commercio di Alessandria-Asti, Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e Regione Piemonte e curata da Maria Luisa Caffarelli e Rino Tacchella, sarà in città fino al 13 marzo, l’ingresso è gratuito… perfetto! Io e Alessia abbiamo visitato moltissime mostre insieme, ovunque ma non nella nostra città. Ecco l’occasione per rimediare.

Così sabato pomeriggio, verso le 16 e 30, mentre i bar cominciavano a prepararsi per gli aperitivi, noi ci preparavamo a trascorrere un’oretta con gli artisti della provincia che hanno lasciato la loro impronta nella storia dell’arte italiana del secolo scorso.

Ci ha accolte un ragazzo che avrà avuto pressappoco la nostra età e, dopo i controlli di routine, ci ha segnalato che la mostra si trova al secondo piano.

Palazzo Monferrato

Se è vero che nell’arte si va sempre alla ricerca di qualcosa di familiare, noi siamo state immediatamente attratte da ciò che riconoscevamo. “Ma è Borgoratto, ti ricordi la volta che abbiamo sbagliato treno e ci siamo ritrovate ad aspettare due ore in quella mini stazione?”, oppure: “Quelle tre dipinte da Cesare Viazzi sembriamo io, te e Giulia quando ci prepariamo per una serata!”. Mentre guardavo Alessia, incantata davanti alla Lena triste di Francesco (Cino) Bozzetti, pensando a quanto l’arte sia universale e a quanto sollievo si provi a non sentirsi soli per un attimo vedendoci rappresentati da qualcuno che non ci ha mai conosciuto, sono finita proprio davanti alla fotocamera professionale di una ragazza che aveva un’aria concentratissima. La conversazione è iniziata con me che mi prodigavo in scuse ed è finita con lei che ci descriveva nel dettaglio ogni singola opera esposta. Linda è una studiosa di Beni culturali all’Università di Torino, ad Alessandria solo per vedere la mostra quel pomeriggio. Una visita guidata inaspettata e sorprendente. Sentire come descriveva i paesaggi del Monferrato rappresentati mi ha fatto riflettere su quanto possa essere arricchente un punto di vista “straniero”, persino sui luoghi che sembrano non avere più niente di nuovo da raccontarti.

Il Monferrato è così: una storia sempre pronta a svelare nuovi dettagli, a seconda degli occhi che provano a leggerla.

Se chi ci abita da trent’anni riesce sempre a scoprire qualcosa di nuovo su questo territorio, pensate quante novità possono presentarsi agli occhi di chi lo osserva meno frequentemente (o, magari, per la prima volta).

Il Monferrato tiene in serbo una storia per ognuno di noi, venite a scoprirla!

Un viaggio tutto da vivere con i consigli e le dritte dei “locals” che vivono in questo magnifico territorio.

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Flavia Testa
Nell’atelier di Flavia Testa