merenda sinoira piemontese
Various types of italian cheeses with red wine, still-life.

Addio apericena, in Monferrato c’è la merenda sinoira

Prima che arrivassero le mode degli apericena, degli aperitivi rinforzati e dei buffet con l’happy hour, tra le campagne piemontesi si tramandava una tradizione dal sapore antico: la merenda sinoira.
La si potrebbe definire un po’ come l’antenata degli apericena moderni. Nasce in un contesto contadino anche se oggi è diventata momento gourmet prima di cena da gustare anche in borghi e città, magari in una caratteristica “piola” piemontese, le osterie locali.

Nelle campagne dell’alessandrino e dell’astigiano, ma anche del cuneese e del novarese, attorno alla metà dell’Ottocento, c’era l’usanza di spezzare i lunghi pomeriggi di lavoro nei campi con una merenda sostanziosa, per spezzare la fame prima di arrivare a cena.

La merenda sinoira aveva infatti una precisa stagionalità: tra l’inizio della primavera e la fine dell’estate. Il periodo in cui il lavoro nei campi era lungo e faticoso, le giornate si scurivano più tardi e nel tardo pomeriggio le donne raggiungevano gli uomini nei campi, per portar loro salumi e formaggi, pane e frutta, vino e dolci caserecci, per spezzare la fame e resistere fino a quando avrebbe fatto buio.

Cosa si mangiava? Salumi artigianali o aromatizzati al vino, lardo alla campagnola, formaggi locali o tomini “elettrici” (col peperoncino), accompagnati dal miele, uova o frittate, la “Cugnà”, una specie di marmellata con mosto di vino, nocciole, mele cotogne, noci pere, fichi.

Spesso potevano esserci anche le acciughe sotto sale. Da qui passava la Via del Sale tra Francia e Liguria, percorsa dagli Anciuè che trasportavano sale e acciughe dal mare alle località commerciali.

Oggi osterie e le caratteristiche piole piemontesi ripropongono questa golosa e antica merenda trasformandola in aperitivo con prodotti e piatti tipici locali.
Non mancano tra gli assaggi il vitello tonnato, la bagna cauda, salsicce e peperoni al tonno, bagnetto verde, taglieri di salumi e formaggi. Se siete in un agriturismo in Monferrato o in una vineria potreste scoprire in questo modo tantissimi prodotti a Km0 e sapori tipici locali.

E da bere? Barbera, ma anche Barbaresco o Nebbiolo. Per una tradizione contadina come la merenda sinoira, vini troppo raffinati, come il Barolo, sarebbero un po’ fuori contesto. Ma i tempi sono cambiati, e perchè non osare accostamenti un tempo audaci?

Un viaggio tutto da vivere con i consigli e le dritte dei “locals” che vivono in questo magnifico territorio.

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