Osteria Amarotto Ingresso

Osteria Amarotto, tradizione monferrina nel cuore di Casale Monferrato

Ci troviamo nel centro storico di Casale, capitale del Basso Monferrato, definito anche Monferrato Casalese. Passando dalla principale via Roma, si svolta in via Camillo Benso Cavour e, dopo pochi passi, si arriva di fronte all’ingresso dell’Osteria Amarotto.

Non si tratta di una vera e propria osteria, come si intendeva originariamente il luogo dove consumare soprattutto vino e qualche spuntino, ma una trattoria dove gustare piatti tipici della tradizione piemontese e monferrina.

Ciò che resta dell’osteria è l’ospitalità, anche se in un ambiente più elegante, con un occhio di riguardo sia al cliente, sia ai prodotti d’eccellenza del territorio.

Casale Monferrato

Ad accoglierci al civico 53 di via Cavour un’atmosfera calorosa e appassionata, che si percepisce ancor prima di varcare la soglia del locale. Basti notare le foto presenti nel menù esposto all’ingresso, a rappresentare una tradizione che continua di generazione in generazione nella famiglia Amarotto. E, di fronte, una finestrella che invita a essere aperta, per scoprire “la cosa più importante dell’osteria”, noi clienti e amanti delle buone tradizioni enogastronomiche.

Anche entrando all’interno della trattoria si respira aria di casa: una bacheca ricca di foto di famiglia alternate a quelle con personaggi famosi che, almeno una volta nella loro vita, hanno gustato un pasto all’Osteria Amarotto. E non ci sorprende pensare che si siano trovati proprio bene, in questo locale che sprigiona profumi di piatti tipici monferrini e di pranzi della domenica.

Ed è proprio quello che il proprietario, Piero Amarotto, e la sua famiglia, vogliono da sempre trasmettere: amore per la tradizione, per il buon gusto, e anche per i clienti, che una volta conosciuta la loro cucina, tornano sempre con piacere, come si torna a casa per gustare ancora una volta quel piatto “come lo faceva la mamma”.

Ecco, quindi che all’Osteria Amarotto potremo trovare il periodo dedicato al bollito misto piemontese, portato in sala tradizionalmente sul carrello, sul quale troviamo sette tagli e carni di vitello, manzo, pollame, maiale: il bianco costato, conosciuto anche come scaramella, la lingua, il muscolo, la testina, la coda, il cotechino, la gallinella e il cappone. Ad accompagnare, la tradizionale salsa verde (il bagnetto) e la salsa rossa, ma anche la mostarda, il cren, la senape casereccia e il sale grosso.

Andare a mangiare il bollito misto rappresenta un appuntamento tradizionale per i clienti dell’Amarotto. Quando fuori l’aria si fa fredda e iniziano le prime nebbie, il clima è ideale per una domenica a pranzo con un buon bollito misto.

Vedere entrare Piero in sala con il carrello fumante, ammirare mentre taglia le carni, sentirne il profumo, pregustare sapori e consistenze, tutto questo rappresenta una sorta di rito conviviale che tutti i commensali condividono, insieme a Piero, così come quello della bagna cauda.

Ma questa è soltanto una delle tante occasioni per gustare piatti tradizionali della cucina piemontese. Basti pensare al periodo che va da fine agosto a settembre, quando a Carmagnola si tiene la Fiera del Peperone. Per l’occasione, Piero e la sua famiglia decidono di creare un intero menù a base di peperone, per valorizzare al meglio il prodotto e creare dei piatti tipici e rivisitati. E così ecco un tris di antipasti a base di peperoni, con la salsa estiva, con l’acciuga, anche una bavarese di peperoni con bagna fredda (anziché cauda). Ma anche il peperone con bagna cauda, il raviolo Carmagnolotto ripieno di peperone, il coniglio con la peperonata e una tagliata di fassona piemontese con julienne ai peperoni.

Come ogni ristorante di qualità, anche l’Amarotto non disdegna la sperimentazione e l’innovazione, senza mai abbandonare la propria storia e le proprie radici.

Tra i piatti che, nel menù classico, vanno per la maggiore, sicuramente tra gli antipasti il girello tonnato con carne di vitello, e la carne cruda, preparati con materie prime di eccellente qualità e con cura e passione. Carne delle migliori macellerie del territorio, che vanno da Casale Monferrato a Ozzano, fino a spingersi a Bra per la salsiccia da gustare cruda. Ma anche i friciulin vert, frittelline di spinaci e carne, un classico piatto povero, di origine contadina, preparato un tempo dalle nonne con gli avanzi che si avevano a disposizione in casa.

E poi i salumi, cotto e crudo, che arrivano daCella Monte, Rosignano, Serralunga di Crea e ancora Ozzano e Casale.

Nota di merito per la pasta fresca, preparata da Lorenzina, moglie e compagna di vita di Piero, una vera emiliana DOC di origini ferraresi. In un delicato connubio di tradizioni monferrine e ferraresi, si occupa di dare vita a tagliatelle, tajarin, agnolotti, gnocchi di patate e lasagne, con cura e passione. E così meritano di essere provati gli agnolotti classici ai tre arrosti, i tajarin con i funghi porcini, o con il ragù, o il tartufo.

Infine, essendo a Casale Monferrato, non possiamo non nominare i krumiri con lo zabaione. Krumiri artigianali, preparati dal fratello di Piero, Roberto, sono ottimi da gustare in purezza, ancora meglio inzuppati nella crema di zabaione, fredda in estate, tiepida in inverno. Ma ovviamente tra i dolci non può mancare il bonèt, o durante l’estate le pesche ripiene di cacao e amaretti.

Un viaggio tutto da vivere con i consigli e le dritte dei “locals” che vivono in questo magnifico territorio.

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